Social Stories: come utilizzarle per i centri fitness

Le Stories sono senza dubbio la tendenza social del momento. Si tratta di sequenze di foto e video che aziende e persone possono pubblicare in tempo reale sui loro profili (Facebook, Instagram, Snapchat, YouTube, ecc) e che dopo 24 ore spariscono.

Rispetto ad altri tipi di formati sui social media, sembra abbastanza chiaro che le Stories offrono un’esperienza differente agli utenti, molto più immersiva e coinvolgente.

Questo orientamento non è solo sottolineato dalle statistiche di utilizzo ma è confermato dallo stesso fondatore e proprietario dei principali social network al mondo. Marck Zuckemberg in una recente conferenza ha dichiarato che “…le storie hanno cambiato il modo in cui gli utenti condividono gli eventi quotidiani. Inoltre sono adatte a essere create con i dispositivi mobili e tengono gli amici sempre al corrente di quanto avviene”.

Ogni giorno, infatti, solo su Facebook vengono condivise oltre un miliardo di storie. Secondo molti osservatori, le Stories andranno a sostituire per importanza la sezione notizie su Facebook.

Fatta questa premessa in questo breve articolo voglio rispondere alle principali domande che mi vengono rivolte da titolari e manager di palestre in merito all’utilizzo delle Stories.

Ma come usare le Stories nelle strategie di comunicazione di un centro fitness? Quando preferirle ad un post in bacheca? Che tipo di contenuti pubblicare?

Partiamo dal fatto che le Stories sono uno strumento di comunicazione digitale che non deve prendere il sopravvento sulla strategia ma esserne parte integrante.

Quindi nessuna rincorsa a pubblicare inutili storie a raffica senza ragionare sul senso delle Stories e del loro obiettivo di marketing.

Le Stories, data la loro temporaneità e creatività, si prestano bene ad una narrazione real time di “momenti del nostro brand”. Non tutti i contenuti sono adatti ad essere comunicati tramite le Stories.

Il post sulla bacheca rimarrà sempre un punto fermo, un contenuto indelebile che rimarrà a disposizione delle persone e che potrà essere sponsorizzato, anche attraverso le storie. Ma su quest’ultimo aspetto ci torneremo tra poco.

La Stories dovranno raccontare le diverse sfaccettature di un post più istituzionale che abbiamo pubblicato sulla bacheca, enfatizzandone il suo contenuto.

Per essere pratico vi porto l’esempio di un ipotetico racconto di un programma dimagrimento.

Mentre sulla bacheca spiegherò con un post la tipologia di programma, i benefici e le modalità di svolgimento con un taglio più informativo, nelle Stories pubblicherò il racconto di momenti vissuti di questo programma come ad esempio: una persona che esegue il check-up iniziale, una seduta di allenamento, la cliente che parla con il trainer, un’opinione di chi sta provando il programma, ecc.  In questo modo con le Stories faremo più leva più sull’aspetto emozionale che razionale. Chiaramente, grazie alle varie funzioni creative, potremo sempre fare riferimento al programma che è possibile approfondire in bacheca o sul sito.

Le Stories non devono per forza essere collegate a post della bacheca ma è opportuno che siano coerenti con un calendario editoriale prestabilito. Se il mio piano di comunicazione settimanale punta a presentare le attività di una particolare categoria di corsi del mio centro fitness, le Stories mostreranno momenti reali dei corsi con immagini e video coinvolgenti per l’utente che le osserva.

Come vi avevo anticipato in precedenza anche la pubblicità passa per le Stories. Questo è naturale visto che le persone le guardano sempre di più e Facebook ci da questa possibilità.

E’ importante ricordarsi che quando si effettua una sponsorizzazione di un post, una inserzione mediante traffico su sito, una lead generation, ecc, possiamo scegliere come posizionamento anche le Stories. E’ quasi sempre opportuno farlo ma vi suggerisco, una volta arrivati nella sezione creatività dell’inserzione, di creare un contenuto ad hoc per la storia con una immagine o un video verticale.

Infine, non dimenticate mai che le Stories come ogni altro strumento di comunicazione digitale servono per veicolare soprattutto contenuti che, per essere di successo, dovranno essere utili ed interessanti per chi li legge o li guarda. In fin dei conti parliamo sempre di content marketing.

Carmine Preziosi

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